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San Vito Lo Capo

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Atmosfere maghrebine nel piccolo borgo marinaro incastonato tra due riserve naturali

LocalitÓ turistiche: San Vito Lo Capo

Se arrivate dal mare o da terra, non chiedetevi mai dove vi trovate. Ammirate le case basse bianche, ornate di piante di bouganville, profumato gelsomino, corisie, ibischi, bignonie, come se l'autunno incipiente volesse far concorrenza alla primavera. I cortili che si aprono tra le stra dine dall'assetto urbano che sa molto di kasbah, godetevi il mare dai colori cangianti, assaporate il pesce fresco e tuffatevi tra i piatti di cous cous, in nome della tradizione di questo piatto dalle origini maghrebine.

Benvenuti a San Vito Lo Capo, la "perla" della Costa Gaia, in provincia di Trapani, quell'antico borgo marinaro dall'impronta araba, che al piatto dalle origini antiche ha legato il suo nome e la promozione turistica degli ultimi dieci anni. Bontà della "semola della pace" che, secondo la leggenda, riuscì a guaIire re Salomone, disperatamente innamorato della regina di Saba, dal suo mal d'amore. Da allora la tradizione del cous cous cammina da millenni sulle gambe degli uomini, nella ritualità del suo consumo, nelle ricorrenze e nelle feste. Ed è finito anche qui, nella San Vito Lo Capo turistica, paese di poche migliaia di residenti in inverno e strapieno di villeggianti e turisti d'estate, sino a settembre inoltrato. 

La semola della pace dell'antico borgo marinaro ne è diventata ambasciatrice nel mondo con un festival, promosso dal Comune di San Vito Lo Capo e dall'agenzia di comunicazione "Feedback". Un crescendo di successi per il Cous Cous Fest, una competizione che vede i migliori cuochi del mediterraneo cimentarsi nella preparazione di questa succulenta pietanza, con la partecipazione di otto Paesi dell'area mediterranea.

Luce, profumi e sapori. Eccola San Vito Lo Capo, paesaggio dai colori tipicamente mediterranei e dai fondali suggestivi. Sulla terra e anche negli abissi. Sì, perché davanti questa manciata di case basse e bianche e il golfo incastonato tra le riserve naturali dello Zingaro a Ovest e di Monte Cofano a Est, si apre uno specchio di mare turchese, custode di antichi tesori, da scoprire con escursioni subacquee consigliate dai diving sulla costa. Un ideale abbraccio lungo un chilometro verso il Mediterraneo, con una spiaggia di sabbia bianca e finissima. Col mare e la pesca, del resto, la borgata è cresciuta. Una volta villaggio di pescatori, a San Vito Lo Capo si comprava il miglior pesce della costa. Tempi di abbondanza dimenticati ma non perduti. Qualcuno, come Ninni Ravazza, presidente della Pro Loco, da anni sta rivalutando il pesce dimenticato, come la lampuga ("capone", come viene chiamato da queste parti) al quale da quattro anni dedica una sagra. 

Nel segno dei sapori, andare a San Vito ha tutt'altro gusto. Non sarà un caso passeggiare tra le viuzze e sentire gli odori che arrivano dalle cucine delle donne sanvitesi, quelle che col Cous Cous Fest si sono ritrovate a fianco degli chef di mezzo Mediterraneo, per far conoscere la cucina di questo popolo, fatto di gente semplice e vera. Sole, mare, ospitalità sincera, gastronomia fantasiosa, ma anche storia e monumenti.
San Vito Lo Capo è da scoprire nel suo intimo patrimonio, col Torrazzo (del quale, purtroppo, è andato perduto il coronamento), il Santuario e il tempietto di Santa Crescenza, tutti in stile arabo-normanno. Il Torrazzo lo si data a cavallo tra il 1400 e il 1500, eretto per iniziativa privata a difesa dell'adiacente tonnara, la più antica di San Vito, una volta calata dove oggi sorge il porto peschereccio. Ad accogliervi, sull'unica strada d'ingresso in paese, c'è invece la chiesetta di Santa Crescenza, "un'architettura anonima senza geni e senza eroi, fatta di lavoro umile e tenace di artefici al­tri", scrive Antonietta Iolanda Lima, esperta di Storia dell'Architettura. A questa chiesetta è legata la leggenda di San Vito, il martire nato a Mazara del Vallo e poi trasferitosi a San Vito, per sfuggire alle persecuzioni volute dall'imperatore Diocleziano.

La centralissima via Savoia conduce invece al Santuario, antica fortezza saracena, nata come piccola cappella dedicata a San Vito martire nel '300 e poi divenuta fortezza-alloggio. Oggi è divenuto centro culturale su volontà del parroco don Piero Messana, accogliendo appassionati d'arte, semplici turisti e viaggiatori. Tra le opere di maggior pregio ci sono le steli donate dal maestro dell'arte contemporanea Ibrahim Kodra prima che morisse. Dentro le stanze della fortezza è nato anche un museo con i paramenti del Santo ma anèhe con le donazioni provenienti dai "paesi di San Vito" (coordinamento nazionale cha accomuna cittadine legate alla figura del martire). Dalla terrazza del Santuario, invece, il visitatore può ammi­rare la baia in tutta la sua bellezza. San Vito Lo Capo gode di una posizione invidiabile: si trova a 38 chilometri da Trapani, 100 da Palermo e al centro dello Zingaro e di Monte Cofano.

Le due frazioni di Makari e Castelluzzo danno un valore aggiunto a questo pezzo di Sicilia. Basta fare tre chilometri, salire fino a Makari, abbarbicata alle pendici del monte, per godersi la veduta dei tramonti più emozionanti al mondo sul Monte Cofano e sull'intera baia.
A Castelluzzo, ricca di secolari ulivi, si produce un olio d'oliva meraviglioso, che si può degustare nei pochi oleifici artigianali. Un'altra tappa del sapore da non perdere di questo lembo di terra siciliana che conserva, forti, le suggestioni del Maghreb.

La spiaggia di San Vito Lo Capo è attrezzata in maniera non invasiva, gran parte dell’arenile è libero e solo una parte è organizzata per chi desidera i classici lettino ed ombrellone da riviera. Lega Ambiente ha riconosciuto anche quest’anno alla spiaggia le 4 vele inserendola nella Guida Blu delle spiagge più pulite.

Nelle immediate vicinanze di San Vito si trova la Riserva naturale dello Zingaro, la prima sorta in Sicilia. Si estende per quasi sette chilometri lungo la costa da Scopello a San Vito e racchiude baie e spiaggette di ciottoli bianchi. Il mare qui assume i toni blu intenso e verde smeraldo, i fondali sono una vera oasi per le specie marine. Interessanti anche le passeggiate all’interno della riserva, che permettono di entrare a contatto stretto con la natura incontaminata e danno la possibilità di vedere da vicino le specie animali e la flora che lo Zingaro custodisce.

Chi viene in vacanza a San Vito, può soggiornare in una delle numerosissime strutture ricettive, o cercare, nei pressi delle bellissime spiagge una comoda casa vacanze a San Vito lo Capo. 

San Vito Lo Capo si raggiunge dalla autostrada Palermo-Trapani, uscita Castellamare a pochi chilometri dall’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo.


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Il mare di san vito lo capo Tramonto nella riserva naturale dello zingaro Faro di san vito lo capo
Turismo a san vito lo capo Panorama di s vito lo capo Monte cofano
Riserva dello zingaro Cous cous di san vito lo capo Spiaggia a san vito lo capo








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