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Eventi in Sicilia

Introduzione agli eventi in Sicilia

Il bagaglio culturale di una terra si tramanda soprattutto mantenendone vive le tradizioni. In una terra antica come la Sicilia sono tante le usanze, cariche di folklore, che si rinnovano periodicamente per mezzo di feste cittadine, spesso di carattere religioso.

Tutte le città, anche i piccoli comuni, costieri o dell’entroterra, hanno delle ricorrenze fisse, anche più d’una all’anno, che coinvolgono l’intera popolazione nei vari momenti dell’evento. Ad ogni evento corrisponde spesso un menù ad hoc, come dire che ogni scusa è buona per fare scorpacciate di leccornie della ricca e variopinta cucina siciliana.

Le ricorrenze religiose che assumono carattere di evento sono tante, certamente la più nota è il Festino di Santa Rosalia a Palermo, organizzato da 384 anni il 14 e il 15 luglio, che vede, ai giorni nostri, una imponente macchina organizzativa muoversi per allestire momenti di grande spettacolo fusi alla sacralità della devozione verso la Santa Patrona.

Il culmine del Festino è al termine della processione, che partendo dalla Cattedrale di Palermo, con una fiumana di fedeli al seguito (certe annate hanno fatto registrare anche 400.000 presenze al solo corteo), termina al Foro Italico quando inizia un trionfo di fuochi d’artificio a tempo di musica che spesso dura anche più di un’ora.

Questo è il momento di massimo godimento del palermitano “tipico”, che comodamente seduto sulla sedia, che si è portato da casa, guarda i fuochi mangiando “Babbaluci e Muluni” (Lumache cotte e anguria) accompagnati dal tradizionale mix di frutta secca “Càlia, Simenza e Nuciddi” (Ceci tostati, semi di zucca e arachidi).

Un’altra festa di grande importanza, capace di mobilitare una intera città per tre giorni, è la festa di Sant’Agata a Catania il 3, 4 e 5 Febbraio di ogni anno. Anche nel capoluogo etneo, una grande processione caratterizzata dagli undici “Cannalori” (strutture lignee contenenti ceri votivi) delle corporazioni delle arti e dei mestieri, conta spesso presenze paragonabili alla festa di Palermo. Giochi pirotecnici al primo giorno di festeggiamenti “a sira ò tri”.

Ovviamente anche la festa della Patrona di Catania è un’occasione ghiotta per gustare prelibatezze tipiche, come i dolci “Agatini”.
Caltagirone invece decora in maniera coreografica la seicentesca scalinata di fiori nel mese di maggio fino ai primi di giugno, per la devozione alla Vergine, e il 24 luglio con lanterne colorate per San Giacomo.
Come già detto, cambiano le modalità, lo sfarzo e la spettacolarità, ma in tutti i centri abitati, chi più chi meno fa spesso festa!

Altre occasioni di festosa aggregazione sono le sagre tradizionali, alcune hanno ormai una connotazione internazionale come il Cous Cous Fest in Settembre nella località di San Vito Lo Capo (TP), che vede la partecipazione di diversi paesi stranieri del bacino del mediterraneo.

Altre sagre degne di nota sono quelle del “Mandorlo in Fiore” ad Agrigento. La sagra si svolge da 68 anni, nel mese di febbraio, quando i mandorli si caricano di fiori dai delicati colori e che annunciano i dolci frutti;
La sagra del Pistacchio a fine settembre nel paese di Bronte (CT) celebre appunto per questo frutto dal sapore unico con il quale, assieme alla mandorle, si prepara la maggior parte della pasticceria “secca” siciliana.

La sagra del Cannolo a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, dove viene esaltato questo dolce conosciuto in tutto il mondo.
L’elenco completo degli eventi in Sicilia nei vari periodi dell’anno è sconfinato, tanti sono i prodotti di qualità che quest’isola offre.

Altro evento ricorrente per il quale i siciliani si prodigano in preparativi e feste, è il Carnevale. Sciacca in provincia di Agrigento e Acireale in provincia di Catania sono i più importanti e ricchi, sono gemellati con carnevali internazionali. Abbastanza noti e seguiti quello di Termini Imerese e Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, quest’ultimo in concomitanza della sagra del cannolo.
Tra i più antichi e più folcloristici di Sicilia è da ricordare il carnevale di Francavilla di Sicilia in provincia di Messina con la sua ballata tipica, la "Fasuledda".

La Sicilia offre anche eventi di interesse artistico e culturale di spessore, che richiamano appassionati da tutta Europa. Le rappresentazioni delle antiche Tragedie Greche al teatro greco di Siracusa, sono un evento atteso e molto seguito, che si svolgono in uno scenario suggestivo e unico tra maggio e giugno; Taormina Arte, che propone annualmente musica, teatro, cinema e rappresentazioni, svolte al teatro greco di Taormina; Le stagioni teatrali del Teatro Massimo di Palermo, ogni anno con cartelloni di alto livello; Il concerto O’SCIA che chiude la stagione estiva a Lampedusa, organizzato annualmente a fine settembre e che vede la partecipazione di artisti internazionali.

Sagra delle Noci

   Ottobre - Motta Camastra (ME)



Sagra delle noci a motta camastra

In uno dei primi fine settimana del mese di ottobre in un piccolo paese di origine probabilmente bizantina o normanna, famosa perché nel suo territorio vi ricadono le rinomate Gole Alcantara: Motta Camastra.

Il nome “Motta” si presume che provenga dal francese motte, che indica una "fortificazione su di un poggio": si tratta di una struttura medievale tipica del mondo anglosassone e normanno nei secoli XI-XII, nonché di una delle prime opere di architettura militare relativamente stabili, costituita da terrapieni di altezza variabile per meglio controllare e difendere il territorio circostante e sulla sommità tali costruzioni potevano essere costruita una torre, solitamente in legno o comunque in materiale deperibile.

Motta Camastra è famosa anche perché immortalata in alcuni fotogrammi del famoso film “Il Padrino” parte prima.

Per me e solo per me, posso dire che Motta Camastra sia importante perché vi sorge la mia casa di campagna, Villa savoja (che non c’entra niente con i nobili Savoia, visto che lì originario costruttore era l’ing. Leone savoja da Messina, figlio di normalissimi commercianti di tessuti ragusani, che nulla aveva di nobiliare) costruita alla fine dell’ottocento e acquistata in parte nel 1940 dalla famiglia di mia nonna (che mi portava sempre con lei in campagna) ed in altre parti fra il 1993 ed il 1995 da me.

Negli ultimi lustri vi è stata la riscoperta di una delle piante tipiche della zona: il noce.

Il noce, originario dell'Asia Minore, fu importato verso il 100 a.C. dalla Grecia in Sicilia e poi si diffuse in tutta Europa.

L’olio, ricavato dalla noce, veniva usato un tempo per eliminare il verme solitario, per curare coliche renali e calcoli e come ricostituente per anziani, bambini e convalescenti.
Con noci, cipolla e sale gli antichi confezionavano un impasto contro il morso dei cani idrofobi (malati di rabbia: malattia infettiva che rende l’animale molto aggressivo e pericoloso).

Il Noce godeva, una volta, di cattivissima fama. Sotto ai suoi rami durante il Medio Evo e anche dopo, si riunivano le streghe per fare un po’ di baldoria.
La riunione era spesso presieduta dal diavolo in persona.
Nelle campagne si dice ancor oggi che non conviene riposare e tantomeno dormire all’ombra di un noce, perché è facile risvegliarsi con un forte mal di testa, o addirittura la febbre.
Si crede inoltre che se le radici dell’albero penetrano nelle stalle faranno deperire il bestiame.
Le sue radici infatti come le foglie contengono una sostanza tossica, capace di provocare la morte di molte piante che crescono nelle vicinanze.

Nelle favole la noce è sempre portatrice di tesori.
Un tempo, in Sicilia, si credeva che una noce, portata in tasca, preservasse da ogni sortilegio, propiziasse il successo e sconfiggesse la febbre.
Il Noce è un albero che non viene colpito dal fulmine, in quanto le sostanze aromatiche contenute nelle foglie fresche creano una zona di scarsa conducibilità elettrica.
Nei racconti popolari la noce era considerata un talismano (portafortuna).
Bastava gettarne una a terra per far apparire paesaggi da sogno.

Nel XVII° secolo, si sosteneva che la noce fosse in grado di curare le infermità mentali, perché il suo seme era molto simile al cervello umano (il guscio duro era come il cranio, la pellicola interna le meningi, il seme diviso in due simboleggiava i due emisferi del cervello).

Per un menù completo tipico di questa sagra vi consigliamo di visitare il seguente sito web: www.saporiesaperidisicilia.it

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